/ Incentivi alle imprese: in Gazzetta il bando tipo MIMIT con premi a legalità e parità di genere

Pubblicato il 29 Luglio 2026 in Finanziamenti

Il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 18 giugno 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2026, approva il bando tipo previsto dall’articolo 6 del Codice degli incentivi (D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184). Lo schema vincola le amministrazioni che erogano agevolazioni al sistema produttivo a una struttura comune, composta da un frontespizio e da quattordici sezioni obbligatorie.

Il modello non si applica agli incentivi contributivi e agli incentivi fiscali a erogazione automatica. Per le agevolazioni fruibili in dichiarazione dei redditi restano ferme le regole proprie della singola misura. Lo schema rileva quando l’ammissione dipende da un’istruttoria valutativa di carattere tecnico, economico e finanziario.

La novità più rilevante per le aziende riguarda i requisiti premianti. Le amministrazioni possono riconoscere una quota di risorse riservata, un contributo più elevato o un punteggio aggiuntivo alle imprese che presentano determinati requisiti. Tra questi: il rating di legalità (domanda gratuita all’AGCM sulla piattaforma WebRating, con requisiti di sede operativa in Italia, fatturato di almeno 2 milioni e iscrizione al Registro delle imprese da almeno due anni), la certificazione della parità di genere secondo la prassi UNI/PdR 125:2022, l’inserimento di persone con disabilità oltre la quota della legge n. 68/1999, l’occupazione giovanile e femminile, le iniziative su natalità e lavoro di cura. Il decreto spinge inoltre verso procedure di accesso che valorizzano la qualità dei progetti, oltre il semplice ordine cronologico, e prevede riserve per le PMI e per il Mezzogiorno.

Il bando tipo premia chi arriva preparato. Rating di legalità e certificazioni hanno tempi di maturazione lunghi, non improvvisabili nelle settimane di apertura di una misura. Le imprese interessate ai punteggi aggiuntivi dovrebbero avviare subito le procedure di certificazione, sistemare la regolarità contributiva e organizzare la tracciabilità dei costi, anche con l’indicazione del CUP dove richiesto.

Fonte: pmi.it