/ Concordato preventivo biennale 2026/2027: la sanatoria per tutte le partite IVA torna in Senato
Pubblicato il 16 Settembre 2026 in Fisco
La campagna di adesione al concordato preventivo biennale 2026/2027 è l’appuntamento fiscale che segna l’autunno per i titolari di partita IVA. La scelta se aderire o meno al patto con il Fisco per il prossimo biennio va compiuta entro il 31 ottobre, termine che quest’anno slitta automaticamente al 2 novembre poiché il 31 cade di sabato.
Il quadro delle convenienze è stato modificato in estate dal decreto correttivo Omnibus (D.Lgs. n. 148/2026), che all’articolo 29 ha riaperto il ravvedimento speciale. Allo stato attuale, però, la sanatoria è riservata soltanto a chi rinnova un concordato già sottoscritto per il biennio 2024/2025. La logica è premiare chi ha già sperimentato la pianificazione preventiva di redditi e imposte. Per chi aderisce per la prima volta, invece, non è previsto alcuno sconto sulle irregolarità pregresse.
Il punto potrebbe cambiare. In Senato è ripreso, dopo la pausa estiva, l’esame del disegno di legge “Disposizioni in materia fiscale e di tutela dei consumatori”, firmato dal senatore Massimo Garavaglia, il cui articolo 5 punta a estendere il ravvedimento agevolato a tutte le partite IVA che aderiscono al concordato. L’esame era calendarizzato per la seduta del 15 settembre.
Il meccanismo ricalca quello già applicato in passato. Possono accedervi i soggetti che hanno applicato gli ISA e che perfezionano l’adesione al concordato per il biennio 2026-2027. Il ravvedimento copre i periodi d’imposta dal 2020 al 2024 e consente di versare un’imposta sostitutiva al posto delle imposte sui redditi, delle addizionali e dell’IRAP. La base imponibile si calcola incrementando il reddito già dichiarato di una percentuale variabile in funzione del punteggio ISA: dal 5% per chi ha 10 fino al 50% per chi è sotto 3. Sulla base così determinata si applicano tre aliquote flat, 10, 12 o 15%, in base al livello di affidabilità, mentre ai fini IRAP l’aliquota è fissata al 3,9%. Restano confermate la riduzione del 30% per le annualità Covid 2020 e 2021 e le regole specifiche per chi aveva cause di esclusione dagli ISA.
Il beneficio non è solo economico. Una volta effettuato il versamento unico o avviata la rateazione, l’Agenzia delle Entrate non può più procedere agli accertamenti previsti dall’art. 39 del D.P.R. 600/1973 e dall’art. 54 del D.P.R. 633/1972 per gli anni 2020-2024.
Resta il nodo dei tempi: se le modifiche arrivassero a campagna adesioni già avviata, professionisti e contribuenti si troverebbero a decidere sotto forte incertezza, con il rischio che le regole cambino a ridosso della scadenza del 2 novembre.
Fonte: informazionefiscale.it
