/ IRPEF più leggera per i giovani: le proposte sul tavolo e il nodo delle coperture

Pubblicato il 15 Settembre 2026 in Fisco

Il tema di una tassazione ridotta per i lavoratori più giovani è tornato al centro del dibattito politico in vista della prossima Legge di Bilancio. La spinta è trasversale: la volontà di alleggerire il carico fiscale sugli under 35 raccoglie consenso in quasi tutti gli schieramenti parlamentari. Anche il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto a un evento della Lega l’8 settembre, ha aperto all’ipotesi, indicando come possibile pista lo spostamento della flat tax dagli aumenti contrattuali agli incrementi di stipendio riconosciuti ai giovani dalle imprese. Un’apertura che però lega l’intervento alla collaborazione dei datori di lavoro, segnale implicito che lo Stato, da solo, non ha risorse sufficienti.

Sul fronte demografico i numeri pesano: secondo i dati CNEL citati nell’articolo, tra il 2011 e il 2024 l’Italia ha perso, al netto dei rientri, oltre 440.000 giovani tra i 18 e i 34 anni.

Le proposte già formulate sono numerose e differiscono soprattutto per costo. Italia Viva ha presentato l’emendamento più oneroso, con aliquote sostitutive al 10% sotto i 30 anni e al 20% tra i 30 e i 40, per una spesa stimata intorno ai 15 miliardi annui, ben più conveniente per i contribuenti rispetto alle aliquote ordinarie del 23, 33 e 43%. Le opposizioni hanno poi avanzato una versione più contenuta basata sulla progressività per età: riduzione dell’aliquota del 50% sotto i 25 anni, del 33% tra i 25 e i 30 e del 15% tra i 31 e i 40, con un costo di circa 4 miliardi. Azione propone invece l’azzeramento dell’IRPEF per gli under 35 con redditi fino a 20.000 euro per cinque anni, senza stime di costo. Un disegno di legge di Forza Italia depositato ad agosto prevede l’esenzione totale per chi ha tra i 24 e i 30 anni, assunto a tempo indeterminato con reddito fino a 50.000 euro, con un tetto di spesa di 6 miliardi l’anno.

Sul versante lavoro, Lega e PD convergono su una flat tax del 5% fino a 40.000 euro di reddito, legata rispettivamente alla prima assunzione e ai contratti a tempo indeterminato per gli under 35, con costi che partono da 200 milioni fino a circa 4 miliardi in un triennio.

Il quadro conferma un interesse bipartisan, ma anche l’ostacolo comune: la sostenibilità finanziaria. Un eventuale intervento nella prossima Manovra dovrà quindi essere circoscritto per fascia d’età, tipo di agevolazione e durata, così da contenere la spesa senza rinunciare all’efficacia.

Fonte: informazionefiscale.it