/ Rottamazione quinquies: linee guida
Pubblicato il 13 Aprile 2026 in Fisco
Il 30 aprile 2026 scade la finestra per aderire alla rottamazione quinquies. Se hai cartelle esattoriali aperte dal 2000 al 2023, questa potrebbe essere l’occasione per chiuderle senza sanzioni e senza interessi di mora.
Vale la pena capire subito se sei nella platea dei beneficiari, perché il tempo stringe.
Cosa copre la rottamazione quinquies
La nuova pace fiscale introdotta dalla Manovra 2026 riguarda i carichi affidati alla Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. In pratica: debiti da omesso versamento di imposte risultanti da dichiarazioni annuali e dai controlli automatizzati, più i contributi INPS non derivanti da accertamento.
Sono esclusi i contributi dovuti alle Casse di previdenza private e, attenzione, chi ha aderito alla rottamazione quater e ha smesso di pagare dopo il 30 settembre 2025, per quella platea la porta è chiusa.
Le condizioni, in chiaro
- Fino a 54 rate bimestrali per spalmare il debito su 9 anni
- Interessi al 3% annuo a partire dal 1° agosto 2026
- Tolleranza su 2 rate non pagate, anche non consecutive, una novità rispetto alle edizioni precedenti
- Si decade solo se si salta la prima o l’ultima rata, oppure se si superano i due mancati pagamenti
Le date che contano
| Domanda di adesione | 30 aprile 2026 |
| Comunicazione delle somme da AdER | 30 giugno 2026 |
| Primo (o unico) pagamento | 31 luglio 2026 |
| Rate successive | ogni 2 mesi fino al 2035 |
Ad oggi ci sono meno di tre settimane per valutare l’adesione.
Il primo passo è verificare l’elenco delle tue cartelle sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e confrontarti con il tuo commercialista per capire se conviene aderire e con quante rate.
