/ Decreto Milleproroghe 2026: analisi delle principali novità per le imprese
Pubblicato il 9 Gennaio 2026 in Impresa
Il Decreto Milleproroghe 2026, approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, interviene in modo trasversale su numerosi settori economici, ridefinendo il calendario di scadenze che sarebbero altrimenti scadute al 31 dicembre 2025. Il provvedimento, strutturato in sedici articoli, mira a garantire la continuità operativa di misure di sostegno alle imprese, prorogando termini fiscali, amministrativi e giuslavoristici fino al 31 dicembre 2026, con alcune estensioni che arrivano al 2027 o 2028.
Tra le misure di maggiore impatto per il tessuto imprenditoriale, il decreto conferma la proroga per tutto il 2026 del Fondo di Garanzia per le PMI, strumento essenziale per facilitare l’accesso al credito bancario in una fase economica ancora complessa. Vengono inoltre rinnovati gli incentivi all’occupazione giovanile e all’autoimpiego, così come le agevolazioni per le imprese operanti nella ZES (Zona Economica Speciale) del Mezzogiorno, offrendo continuità agli investimenti programmati nel Sud Italia.
Un capitolo rilevante riguarda il rinvio dei nuovi Testi Unici fiscali. L’entrata in vigore delle riforme organiche su sanzioni tributarie, giustizia tributaria, riscossione e tributi minori è stata posticipata al 1° gennaio 2027. Questa scelta risponde alla necessità di concedere più tempo a imprese e professionisti per adeguare i propri sistemi amministrativi e contabili alle nuove regole, evitando shock normativi a inizio anno.
Nel settore agricolo, viene prorogata la sperimentazione delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), mentre per il turismo e i pubblici esercizi si estendono i termini per la stipula dei contratti assicurativi contro i rischi catastrofali fino al 31 marzo 2026. Anche sul fronte della Pubblica Amministrazione e della Sanità sono previste proroghe per contratti e graduatorie, che indirettamente sostengono la stabilità dei servizi pubblici essenziali per le imprese.
